Libro su Don Leone

L'autore Massimiliano Finamore ci ha inviato questo articolo, che pubblichiamo in onore del nostro amato parroco.

 

 

“Come curiamo i malati di mente dopo la chiusura dei manicomi?”

 

Considerazioni e soluzioni in un’intervista inedita rilasciata dal famoso sacerdote esorcista Don leone Iorio.

   

Irpinia -  Allarme pazzi, chiusi i manicomi bisognerà fornire una risposta ai cittadini vittime di aggressioni continue da parte di giovani affetti da turbe mentali. Un problema che sembra affacciarsi in Irpinia con maggiore frequenza soprattutto in considerazione degli ultimi episodi che si sono verificati in provincia. Uno degli ultimi casi segnalati riguarda l’aggressione subita da una giovane ragazza di Avellino, mentre accompagnava la madre, non vedente presso la chiesa di San Ciro. In questo caso si è trattato di un giovane che addirittura aveva tentato di spezzare il braccio alla giovane. Insomma, aggressioni che continuano a mettere a repentaglio l’incolumità pubblica. La chiusura dei manicomi effettivamente ha rimesso in circolazione persone bisognose di cure mentali ed ha riportato uno stato di agitazione nei luoghi e nei paesi dove questi psicolabili risiedono. Nessuna risposta concreta è arrivata dopo la scelta di chiudere i manicomi. L’alternativa sarebbe il ricovero permanete presso le case di cura, oppure dei periodi di permanenze presso i dipartimenti della ASL - Igiene Mentale. Il problema, a pochi mesi dalla chiusura dei manicomi aveva interessato anche il famoso esorcista Don Leone Maria Iorio, che ad un anno circa dalla sua dipartita rilasciò un’intervista mai pubblicata. Un’intervista molto interessante che il nostro giornale pubblica in esclusiva.

                                                        L’INTERVISTA

Allora Don Leone, come curiamo i malati di mente dopo la chiusura dei manicomi, secondo il suo punto di vista da esorcista?

Vorrei rispondere traendo spunto dal libro, dove il prof. Cassano, analizza il fenomeno dei malati di mente e della situazione che potrebbe generarsi dopo la chiusura dei matrimoni. Tengo quindi a sottolineare che Cassano usa una terminologia tecnica molto difficile e poco comprensibile. Anche la chiesa usava un linguaggio non comprensibile a tutti, il latino ma poi si è umiliata usando addirittura il vernacolo in modo tale da rendere chiari ed assimilabili i concetti. Tornando ai pazienti curati con le psicoterapie devo dire che tempo fa è venuta ad Andretta una ragazza di Pescara di nome Anna che era stata trattata anche con l'elettroshock da Cassano. La giovane non aveva avuto nessun beneficio dalla terapia medica, risollevandosi, invece, fino alla liberazione dopo le mie cure. Non so se Cassano dal libro ci fa capire che ci sono dei vantaggi in queste terapie di psicofarmaci, sta di fatto però, che alcuni specialisti esagerano o nel sopravvalutare o nel sottovalutare il problema di un aiuto da affiancare alla medicina. Bisognerebbe quindi evitare i due estremi e negli anni su questa strada si potrebbero ottenere dei vantaggi anche dalla testimonianza dei pazienti. Ora, Cassano, si ferma sul lato medico ma la medicina ha i suoi limiti. Noi invece nel Vangelo abbiamo che ogni volta che il Signore Gesù guarisce una malattia guarisce anche l'ossessione; possiamo quindi avere tutte e due le cose insieme. Infatti, nel malato bisogna considerare due aspetti quella patologica e cioè il malato è veramente epilettico, e l'accentuazione diabolica quando il malato spezza le catene e gira per i cimiteri. Gesù ci salva dall'uno e dall'altro problema, mentre il medico, come in questo caso Cassano non considera la componente diabolica. A favore del malato ci sarebbe la medicina e l'esorcismo insieme, cioè religione e fede. Io in tanti anni da esorcista ho notato che il medico, lo scienziato si rivolge all'esorcista solo in alcuni casi, quindi si tratta di persone di famiglia, mentre per gli altri pazienti prevale l'orgoglio che rinnega il ricorso all'aiuto della religione. In tanti casi luminari, medici famosi si sono rivolti a me per persone a loro molto care. Ho trovato ad esempio un prof. universitario che è venuto da me per il figlio Paolo; un neurologo di Bari per la sua amante, la segretaria con cui aveva avuto un figlio. Insomma sempre casi diretti di persone care, mai per altri pazienti. Ora, a vantaggio del malato ci vorrebbe l'intervento di tutte e due le cose insieme. Ma mentre la religione non esclude la medicina, perché viene da Dio, fondamentalmente sia come intelligenza dello scienziato sia come medicine, la medicina invece, esclude la religione. Infatti, l'Illuminismo escludendo con la dea ragione Dio, arreca un grave danno al malato che continua a soffrire. Potrebbe esserci il lato patologico, potrebbe non esserci, comunque accanto a quello patologico c'è anche il fatto diabolico. Il medico qui si può sbandare benissimo come si può sbandare anche l'esorcista non conoscendo il lato patologico, come il medico non conosce l’aspetto “esorcistico”. Quindi, la collaborazione potrebbe essere a tutto vantaggio del malato, soprattutto dopo la chiusura dei manicomi, che condivido, dove il malato di mente si ritrova senza un'assistenza adeguata che potrebbe essere fornita soltanto dall'azione sinergica scienza religione.                                                                

                                                             Massimiliano Finamore