“Come
curiamo i malati di mente dopo la chiusura dei manicomi?”
Considerazioni
e soluzioni in un’intervista inedita rilasciata dal famoso sacerdote
esorcista Don leone Iorio.
Irpinia
- Allarme
pazzi, chiusi i manicomi bisognerà fornire una risposta ai cittadini
vittime di aggressioni continue da parte di giovani affetti da turbe
mentali. Un problema che sembra affacciarsi in Irpinia con maggiore
frequenza soprattutto in considerazione degli ultimi episodi che si sono
verificati in provincia. Uno degli ultimi casi segnalati riguarda
l’aggressione subita da una giovane ragazza di Avellino, mentre
accompagnava la madre, non vedente presso la chiesa di San Ciro. In
questo caso si è trattato di un giovane che addirittura aveva tentato
di spezzare il braccio alla giovane. Insomma, aggressioni che continuano
a mettere a repentaglio l’incolumità pubblica. La chiusura dei
manicomi effettivamente ha rimesso in circolazione persone bisognose di
cure mentali ed ha riportato uno stato di agitazione nei luoghi e nei
paesi dove questi psicolabili risiedono. Nessuna risposta concreta è
arrivata dopo la scelta di chiudere i manicomi. L’alternativa sarebbe
il ricovero permanete presso le case di cura, oppure dei periodi di
permanenze presso i dipartimenti della ASL - Igiene Mentale. Il
problema, a pochi mesi dalla chiusura dei manicomi aveva interessato
anche il famoso esorcista Don Leone Maria Iorio, che ad un anno circa
dalla sua dipartita rilasciò un’intervista mai pubblicata.
Un’intervista molto interessante che il nostro giornale pubblica in
esclusiva.
L’INTERVISTA
Allora
Don Leone, come curiamo i malati di mente dopo la chiusura dei manicomi,
secondo il suo punto di vista da esorcista?
Vorrei
rispondere traendo spunto dal libro, dove il prof. Cassano, analizza il
fenomeno dei malati di mente e della situazione che potrebbe generarsi
dopo la chiusura dei matrimoni. Tengo quindi a sottolineare che Cassano
usa una terminologia tecnica molto difficile e poco comprensibile. Anche
la chiesa usava un linguaggio non comprensibile a tutti, il latino ma
poi si è umiliata usando addirittura il vernacolo in modo tale da
rendere chiari ed assimilabili i concetti. Tornando ai pazienti curati
con le psicoterapie devo dire che tempo fa è venuta ad Andretta una
ragazza di Pescara di nome Anna che era stata trattata anche con
l'elettroshock da Cassano. La giovane non aveva avuto nessun beneficio
dalla terapia medica, risollevandosi, invece, fino alla liberazione dopo
le mie cure. Non so se Cassano dal libro ci fa capire che ci sono dei
vantaggi in queste terapie di psicofarmaci, sta di fatto però, che
alcuni specialisti esagerano o nel sopravvalutare o nel sottovalutare il
problema di un aiuto da affiancare alla medicina. Bisognerebbe quindi
evitare i due estremi e negli anni su questa strada si potrebbero
ottenere dei vantaggi anche dalla testimonianza dei pazienti. Ora,
Cassano, si ferma sul lato medico ma la medicina ha i suoi limiti. Noi
invece nel Vangelo abbiamo che ogni volta che il Signore Gesù guarisce
una malattia guarisce anche l'ossessione; possiamo quindi avere tutte e
due le cose insieme. Infatti, nel malato bisogna considerare due aspetti
quella patologica e cioè il malato è veramente epilettico, e
l'accentuazione diabolica quando il malato spezza le catene e gira per i
cimiteri. Gesù ci salva dall'uno e dall'altro problema, mentre il
medico, come in questo caso Cassano non considera la componente
diabolica. A favore del malato ci sarebbe la medicina e l'esorcismo
insieme, cioè religione e fede. Io in tanti anni da esorcista ho notato
che il medico, lo scienziato si rivolge all'esorcista solo in alcuni
casi, quindi si tratta di persone di famiglia, mentre per gli altri
pazienti prevale l'orgoglio che rinnega il ricorso all'aiuto della
religione. In tanti casi luminari, medici famosi si sono rivolti a me
per persone a loro molto care. Ho trovato ad esempio un prof.
universitario che è venuto da me per il figlio Paolo; un neurologo di
Bari per la sua amante, la segretaria con cui aveva avuto un figlio.
Insomma sempre casi diretti di persone care, mai per altri pazienti.
Ora, a vantaggio del malato ci vorrebbe l'intervento di tutte e due le
cose insieme. Ma mentre la religione non esclude la medicina, perché
viene da Dio, fondamentalmente sia come intelligenza dello scienziato
sia come medicine, la medicina invece, esclude la religione. Infatti,
l'Illuminismo escludendo con la dea ragione Dio, arreca un grave danno
al malato che continua a soffrire. Potrebbe esserci il lato patologico,
potrebbe non esserci, comunque accanto a quello patologico c'è anche il
fatto diabolico. Il medico qui si può sbandare benissimo come si può
sbandare anche l'esorcista non conoscendo il lato patologico, come il
medico non conosce l’aspetto “esorcistico”. Quindi, la
collaborazione potrebbe essere a tutto vantaggio del malato, soprattutto
dopo la chiusura dei manicomi, che condivido, dove il malato di mente si
ritrova senza un'assistenza adeguata che potrebbe essere fornita
soltanto dall'azione sinergica scienza religione.
Massimiliano Finamore