| Andretta
tra l'Antico e il Moderno |
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CASA
MAURO
La
famiglia Mauro è una delle più antiche e note di Andretta.
La
casa
è "sita nell'abitato della terra di Andretta, al Piano della
Teglia o sia dei Bovi" (luogo di pastori) ed è l'unica
testimonianza di una casa baronale.
In
questa casa, fino a pochi anni fa, vi era una cappella, detta anche di
"Papalisti", dedicata alla Santissima Immacolata Concezione
eretta in seguito a una grazia ricevuta
da Giuseppe Maria Mauro.
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"Dai
coniugi Leonardo Mauro e Antonia Galante nacque, con grande
mortificazione dei genitori,
un figlio maschio con gli occhi, voltati, cioè, nel luogo del nero
stava il bianco, che portava
orrore ed afflizione insieme alla casa tutta.
In
pianto, continuamente, nel vedere in tale stato il suo primogenito, al
quale fu imposto il nome
di Giuseppe Maria, ella (la mamma) sollecitò un giorno, le preghiere
di Padre AgostinoArace,
per vedersi consolata. A fine di compiacerla, il diletto servo di Dio
credè bene di fare in
casa Mauro una novena all'Immacolata, la quale terminò coi segni
della maggiore meraviglia;
perché all'ultimo giorno di preghiere furono visti nell'infante
<<gli occhi nel sistema
naturale e belli>>: lo strabismo era scomparso."
La
cappella viene eretta dopo la morte di Leonardo avvenuta il 17-07-1752
tra le braccia di P.
Agostino Arace.
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PIANO
DELLA TEGLIA: CENTRO DEL PAESE NELL’800
Al
Piano della Teglia viene alzato probabilmente l'Albero della libertà
nei giorni della Repubblica partenopea. Qui, centro del paese nella
metà dell'Ottocento, si verificano molte lotte tra le famiglie
andrettesi e si consumano "le vicende elettorali di cui fu
protagonista l'arciprete Antonio Miele, più volte eletto
deputato e più volte destituito - nel giro di pochi mesi tra il 1861
ed il 1862 - a causa di contestate vicende elettorali, oggetto di due
famosi interventi parlamentari svolti dal grande Pasquale Stanislao
Mancini", scrive il Prof. Giuseppe Acocella. Nel 1861 si ricorse alle urne ben 8 volte nel Collegio
elettorale di Lacedonia.
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Queste
sono le vie che, il 19 aprile 1633, percorre probabilmente Gian
Vincenzo Imperiale, feudatario
di S. Angelo dei Lombardi, in
visita ad Andretta, scortato da molti cittadini e dove
"molta milizia in arme va ad incontrarlo, ma quello che lo
rallegra e commuove più di tutto
sono un centinaio di vergini fanciulli che tutti di bianco, quasi
tanti angioli vestiti, di lauro coronati muovono verso di lui e gli
offrono rami di ulivo". Nelle case di queste vie "strette ed
accalcate" Francesco
De Sanctis, nel 1875, è ospite , ascolta e parla ai suoi elettori ed
avversari: "Io vado
in casa Mauro. Sapete pure che con Giambattista ci siamo cresciuti
insieme".
Giambattista
Mauro (1820-1884), sindaco di Andretta e vice pretore, era spesso
chiamato dal De Sanctis il <<mio carissimo amico e vecchio amico>>
e <<il nostro Giambattista Mauro>>.
Lo definisce “semplice, modesto, sobrio di parole, di carattere
facile e paziente, mi
fu dolce compagno”,”cima di galantuomo, compagno di casa e di
studio della prima giovinezza”.
Continuando
il percorso alla fine della strada, prima di una discesa, si trova il
Municipio, a destra,
e il campanile e la
Chiesa Madre, a sinistra.
La visita alla Chiesa Madre è
d'obbligo. Una strada, spianata e ampliata grazie alla generosità del Liquorino P.
Alfonso Mauro e che "mena alla <<Costa>>" divide
la Chiesa dal Campanile.
Il muro è opera dei muratori Giuseppe Anzalone e Michele
Iannelli.
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