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Andretta tra l'Antico e il Moderno Itinerario Artistico - Storico - Turistico |
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| Andretta tra l'Antico e il Moderno |
Una
lapide, purtroppo andata distrutta ma tramandata da A. Acocella,
testimonia l'avvenimento: D. O. M. ET SANCTAE EIUS GENITRICI
HOC OPUS FIERI
FECIT
FR. ROBERTUS NEIANUS UNA CUM D. BARTHOLOMEO
ET ROBERTINO DE ANDRECTA PROCURATORES
HUIUS ECCLESIAE S.
MARIAE DE LA MATINA
SUB. REV. PATRE ED DOM. MALITIA
DE GESUALDO
EPISCOPO RAPOLLIANO ED CANOSIA
PER MANUS MAGISTRI
ANGELI DE MURO
HABITATORIS VENUSI IN
HOC ANNO DOMINI 1487
HAEC CUNCTA
PRO ELEMOSINIS Dopo
una breve permanenza dei padri
Conventuali, dal 1576 a 1581, ritornano quasi subito i Cistercensi. Dal
1818 si inizia, con le oblazioni gratuite del popolo e con il contributo del
Comune, la costruzione di un edificio con l'intenzione di erigere una
Congregazione di Missionari. Nel 1826 l'edificio costruito è terminato e
si chiede una Compagnia dei Padri Alfonsini. Ma il Rettore Maggiore della
Congregazione non accetta l'offerta per "deficienza di soggetti".
Frattanto, per incoraggiare la venuta di monaci e per facilitare l'apertura,
si fornisce lo stabile di "oggetti necessari di primo stabilimento",
Salvatore Capesta cede, con atto del notaio Girardi, il giardino attaccato
con tutte le migliorie necessarie e, nel mese di dicembre 1826, si mette a
disposizione "dell'Eccellentissimo e reverendissimo Monsignor
Arcivescovo di Conza il locale ... onde possa stabilirvisi una Compagnia
Missionarii, che crederà Egli nella Sua Saggezza...". Il
4 febbraio 1827 i Missionari dei SS.mi Cuori di Gesù e Maria prendono
possesso della Casa di S. Maria del Mattino. Il Decurionato, per "dare
allo stabilimento un carattere di perpetuità" e " considerando,
che l'edificio per l'uopo fu principiato, e menato a fine in pochi anni col
mezzo solo dell'opere gratuite, e oblazioni di questi cittadini, il voto dei
quali è stato, ed è quello di vedervi eretta una Congregazione di
operai" delibera la dotazione di una congrua. Perché
"uno stabilimento siffatto sia durevole, e non venga a perdersi
edificio di tanta spesa; che anche i giovani potranno avere nello stesso
un'educazione morale, e profittare sì nelle scienze che nel S. timore del
Signore", nel 1827, si dota il Convento di tutta la Difesa dei Monti,
di circa 150 moggia, corrispondente a circa 32 tomoli andrettesi, nonché di
200 ducati pur di avere ad Andretta i tanto auspicati Missionari. Lo scopo
è anche quello di aprire un Convitto per l'educazione dei giovani. Si
sollecita l' Ordine degli Antoniani o anche "un' istituto qualunque
religioso,
e sia anche mendicante". Gli Antoniani vengono ad Andretta ma, per
problemi di dotazioni non approvati dal Ministero dell'Interno
e "per la circostanza dè tempi, e mancanza di soggetti non può
assolutamente andare innanzi"abbandonano Andretta
e il Santuario lasciando, ancora una volta, i locali vuoti. Su
richiesta di questi si era deliberata la somma di 700 ducati per la
costruzione della Chiesa. Il
Comune ha concesso sempre , fin dal 1819, 400 ducati annui per sovvenzioni
alle "fabbriche del menzionato edifizio". Nel
1833 si invitano i Riformatori di S. Francesco di S. Andrea di Conza con la
clausola di istruire i giovani "nei primi rudimenti della lingua
latina". Ma il Provinciale dell'Ordine non accetta la condizione
inserita nella delibera comunale perché "contrario a statuti della
religione". Il Decurionato andrettese considera la presenza dei
religiosi un vantaggio per la collettività e concede i locali ai PP.
Riformati di S. Francesco eliminando le clausole controverse e
l'annua somma di ducati novanta "per lana, oglio, e
carboni", a titolo di elemosina e sovvenzioni. Con
la soppressione dei religiosi il Convento viene
abbandonato. Il
Santuario viene elevato a Parrocchia l'8 settembre 1923 per interessamento
dell'Arciprete Mons. Angelo Acocella. L'ultimo
sabato e l'ultima domenica di maggio a Mattinella, distante dall'abitato
"circa due terzi di miglio" presso l'antichissimo santuario, si
celebra, con riti caratteristici e con la costruzione delle cd
"macchinette" con cere fuse il sabato precedente e cesti ornati
con gigli, orchidee e nastri bianchi, una solenne festa in onore della
Vergine Santissima della Mattina. Con
il "Carro Trionfale", sulla cui sommità è posta la Madonna e sui
piani intermedi tante "verginelle" vestite di bianco e molti
fanciulli alati, trainato, una volta, da buoi inghirlandati, e con le
macchinette
la processione, il sabato, va incontro a quella proveniente da Vallata.
Lo scambio delle stole tra i parroci e delle fasce tricolori tra i
sindaci sancisce la comune appartenenza della Madonna. In
seguito alla decisione del Decurionato di Andretta del 27 agosto 1826 , si
tiene in questi giorni anche una fiera
che doveva essere "dal sabato che precede l'ultima domenica di
maggio fino al martedì
seguente". La
gente si reca ad Andretta per devozione alla Vergine e
sfrutta l'occasione per acquisti, pensa l'organo deliberante, e
sceglie questo sito perché attaccato al santuario
è stato costruito un grosso edificio, si
trova in una vasta pianura ed
è provvisto di acqua "per cui i forastieri non mancherebbero
dè comodi necessari"e tutto questo ovviamente "fa crescere la
folla, ed il concorso". Il
santuario ha vissuto tempi tristi. Infatti si utilizzano i
"sottani" del Convento di S. Maria del Mattino, nel 1910, per una
stazione di monta ippica, bovina e suina. E ancora, nel 1924, si delibera la
vendita per finanziare, in parte, la costruzione della scuola elementare. L'antico
Convento, con delibera del Consiglio Comunale del 7.6.1962, viene adibito a
casa di riposo per vecchi bisognosi denominata
"CASA DI RIPOSO STELLA MATTUTINA" e si assegnano i locali al primo
piano dell'ex Convento di S. Maria del Mattino o dei Sacri Cuori e
l'adiacente
giardino, con esclusione dell'area destinata alla costruzione dell'Asilo
Infantile e della Scuola Elementare. La gestione è affidata alle suore
dell'ordine di S. Maria Francesca di Cinque Piaghe. L'istituzione
è retta da un consiglio di Amministrazione composto da 3 membri. La
Casa di Riposo, costituita con
atto del notaio Pasquale Scarano del 9.11.1963, inizia la sua attività il 1°
marzo 1963. In
seguito al disastroso terremoto del 1980 la chiesa e il convento subiscono
notevolissimi danni. I vecchi vengono ospitati ancora oggi in prefabbricati
di legno. Il
Convento e l'immobile adibito ad ex scuola materna
è ceduto, con delibera n. 97 del Consiglio Comunale del
29.12.1994, ai Frati Minori del Cuore Immacolato di Maria
per l'"assistenza domiciliare agli anziani bisognosi, supporto
morale, religioso e operativo alla vicina Casa di riposo "Stella
Mattutina", ad espletare attività culturale e di integrazione sociale nei confronti
di tutti i bambini, giovani e bisognosi residenti nel Comune, a realizzare
opere e quanto altro rientra nella finalità e iniziative proprie
dell'Istituto a cui appartengono, nonché alla manutenzione e coltivazione
dei terreni circostanti la Casa di Riposo". Dal
1996 5 suore di clausura dello stesso ordine coadiuvano i frati nell'opera
intrapresa. In
questa frazione vi sono anche un edificio per la scuola elementare dedicato
a Giovanni Di Guglielmo e uno per l'asilo infantile. Una
targa attaccata alla Scuola elementare, dettata dal Prof. Don Nicola
Acocella nel 1967, invita “le generazioni qui dischiudentesi alla luce
della cultura” affinché “ricordino
ed amino le virtù e i meriti del grande concittadino che alla terra dei
suoi padri portò lustro e infinito amore”. Si
lascia Mattinella e si prosegue percorrendo ancora la statale 91. |
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| Mattinella | ||||||||
| Loc. Precise / C.so Vitt. Veneto | ||||||||
| Piazza dei Caduti | ||||||||
| Corso De Sanctis | ||||||||
| Piazza Tedesco | ||||||||
| Piazza Miele | ||||||||
| Teglia | ||||||||
| Chiesa Madre | ||||||||
| Piazza Regina Margherita | ||||||||
| Cappelle | ||||||||
| Via Tenente Solimine | ||||||||