|
Andretta
nasce dopo la frantumazione dello Stato Normanno. Quando la città
diventa un feudo diverso dai suoi castelli e casali sorgono tante
Università o gruppi di case quanti sono i luoghi fortificati. Le
abitazioni vengono costruite
nelle vicinanze di questi luoghi per motivi di sicurezza.
Andretta
è infeudata nel 1124 a Roberto Folleville. Questi compare in un
documento che tratta di una controversia tra l'Abate di S. Maria in
Elce, Ursone, e Angulfo, Signore di Bisaccia, e suo figlio Guglielmo.
Alla
morte di Roberto il feudo passa a Galleramo o Aleramo che sposa
Galiena. Da questi nascono tre figli: Fromondo, Tommaso e Roberto. A
Galleramo succede Fromondo.
Regnando
Re Ruggero, in un diploma di
conferma dei diritti e dei possessi di S. Maria in Elce del 1149 si
elencano anche le Chiese di S. Pietro, S. Potito e S. Giovanni
definite
nelle vicinanze di Andretta.
A
Ruggero succede il figlio terzogenito Guglielmo II (1154-1166) e a
questi Guglielmo il Buono sotto il cui regno papa Luciano III assicura
la protezione su tutti i beni di S. Salvatore del Goleto e su alcune
chiese tra le quali S. Maria di Andretta.
Nel
1213 è signore Roberto.
L'8
maggio 1268 una parte di Andretta, con Pescopagano, è concessa a
Rinaldo de Poncelli; il 5 giugno dello stesso anno alcuni beni di
Landolfo e Matteo di Andretta, seguaci di Corradino, si affidano a
Giovanni Gagliardi .
Dal
1272 al 1273 Andretta risulta concessa al milite Sansone de Osta.
Alla
morte di Rinaldo tutti i suoi beni vengono confiscati per il mancato
versamento di alcune somme; ma nel 1280 si riconsegnano al figlio
Giovannotto.
Nel
1275 si contano circa 150 abitanti, 120 nel 1277 e 140 l'anno dopo.
Nel
1290 vivono ad Andretta circa 15 persone.
Nel
1330 è feudatario Enrico di Aprano
a cui succede la figlia Letizia la quale, nel 1322, è citata
quale debitrice per il relevio delle terre di Andretta del valore di
20 once.
Le
terre appartenute a Giovanni Gagliardi passano alla famiglia francese
Gianvilla o Janvilla.
Alla
morte di Goffredo, figlio di Giovanni, i beni vengono donati a
Guglielmo d'Anleto. Passano poi agli Zurlo ai quali vengono confiscati
nel 1426 dalla regina Giovanna e venduti, con atto del notaio Ferrillo del 1 dicembre
1426, per 10.000 ducati, con S. Angelo dei Lombardi e Lioni a
Sergianni Caracciolo. La stessa regina affida alcuni beni di Andretta
a Giacomo Piscicelli che
lascia eredi i figli Giovanni e Francesco.
Sono
questi i due fratelli che si sono divisi Andretta: uno era padrone
"dal Castello a basso, verso la Chiesa Maggiore" e l'altro
"dal Castello ad Alto, verso la Nunziata" così come
raccontato dal cronista conzano.
Il
10 dicembre 1427 i feudi di Giovanni o Sergianni Caracciolo passano,
con assenso regio, al fratello Marino .
Leonardo
I Caracciolo, nipote di Marino e figlio di Sergianni II e di Caterina
del Balzo, acquista nel 1483 da Antonio Piscicelli metà delle terre
di Andretta e nel 1484 da Bernardo, cugino di Antonio, un'altra
parte delle terre andrettesi riunendo così il feudo.
A
Leonardo succede il figlio Giacomo e a quest'ultimo Leonardo da cui
discende Giovanni Giacomo e quindi Carlo Caracciolo. Carlo, morendo,
lascia erede la figlia Caterina che sposa Ettore Pignatelli dai quali
nasce Anna che sposa Francesco Maria Carafa. Alla morte di Caterina
(1622) viene nominato successore il nipote Francesco Maria, figlio di
Anna Pignatelli e Francesco Maria che vende, nel 1637,
le terre di Andretta con Lioni, Carbonara e le città di
Nusco e S. Angelo dei Lombardi a Landolfo d'Aquino. I beni passano,
alla morte di quest'ultimo, al figlio Luise. La compera di Landolfo
era gravata da ipoteche e obbligazioni a beneficio di Giovanni
Vincenzo Imperiale: perciò gli eredi, Francesco Maria e Giovanni
Battista, se li contendono. Dopo una lite di oltre 20 anni si
assegnano tutti i beni a Francesco Maria con l'obbligo di pagare la
somma di 72518 ducati.
I
beni passano quindi a Francesco Maria II, poi a Giulio (1734) quindi a
Placido e, infine, a Giulio che li conserva fino all'eversione della
feudalità.
|