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CASA MIELE
In
questa casa
ha dimorato una cospicua famiglia di notabili andrettesi con
tradizioni familiari giacobine e liberali. Un suo componente,
l’arciprete Antonio (1813-1863) è stato un personaggio di spicco
del cattolicesimo liberale meridionale, un sostenitore della riforma
dello statuto napoletano, autore del catechismo dell’unità italiana
e partecipante alla cospirazione della “setta per l’Unità
d’Italia” nonché fondatore e presidente dell’Unione degli
ecclesiastici del clero meridionale d’Italia. Fu implicato e
condannato a 7 anni di reclusione, pena espiata a Ventotene. Fu
accusato di complicità per l’attentato al re Ferdinando.
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E’
il caso di ricordare che il clero di Andretta ha dato un notevole
contributo ai fatti del 1860 con i sacerdoti Amato Luise, Gaetano
Alvino, Leopoldo Girardi e Bernardo Penta.
Della
famiglia Miele sono noti l’Avv. Camillo (1819-1892) fratello minore
di Antonio, definito da De Sanctis <<l’autore di tutte le
malizie ..., uno dei caratteri più originali della provincia e più
degni di studio>>, l’Avv. Francesco Maria, sindaco di Andretta dal 1880 al 1885,
fratello molto più giovane dei precedenti. E’ ritenuto “un
amministratore energico e volitivo, lasciando molte durature tracce
della sua permanenza alla direzione del Comune”
Nel
1996 , in seguito a una donazione degli eredi, il palazzo gentilizio
Miele è diventato di proprietà del Comune. L'Amministrazione
comunale,
diretta dal Prof. Camillo Caputo, ha intenzione di destinarlo, dopo
i necessari ed urgenti lavori di restauro, a casa della cultura.
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