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ABBASSAMENTO
STRADA INTERNA
"La
Chiesa del Carmine costituisce il termine estremo dell'intervento più
radicale di abbassamento del piano stradale".
Nel 1880, infatti, il sindaco Francesco Maria Miele, progetta,
per assicurare il transito e per rimuovere le cause di insalubrità,
un risanamento e la sistemazione delle strade e abbassa il piano
stradale,"modificando la struttura viaria e abitativa del
comune"."Per difendere il suo progetto - contro i piccoli
interessi parziali dei singoli proprietari di abitazioni interessate
dall'intervento - Francesco Maria Miele resistette a pressioni, come
quelle che gli vennero avanzate (peraltro con discrezione) anche da
parte di Francesco De Sanctis, desideroso di tutelare gli interessi
dei Mauro” che così,
il 19 novembre 1882, scrive al sindaco Francesco Maria Miele: “ Caro
amico sono informato che i lavori della strada interna procedono, e
che s’è quasi giunti presso le case Mauro, fra cui il palazzo. Sono
sicuro che voi con la vostra prudenza saprete conciliare l’interesse
pubblico col minor danno dei privati, e non portando le scavazioni a
tale profondità, che produca incomodo e danno ai proprietari. In ogni
caso mi fareste cosa grata, se poteste attendere il prossimo ritorno
in patria del mio carissimo e vecchio amico Giambattista Mauro, col
quale non sarà difficile mettersi d’accordo, conoscendo voi bene la
sua equità e [amore] alla giustizia”. Il primo cittadino dovette
resistette a vere e proprie minacce se è rimasto nella tradizione
degli andrettesi il ricordo che fosse costretto a girare per il paese
armato di fucile.
“Le
difficoltà che il sindaco
Miele si trovò a dovere affrontare, per l’apertura della strada,
furono molteplici, dal finanziamento, il preventivo dell’ing. Ettore
Mola fu inizialmente di lire ottantamila, alle resistenze dei
proprietari che vedevano danneggiate le loro case per le inevitabili
rettifiche o demolizioni: si fu costretti, tra l’altro, ad abbattere
le scale del Carmine e il campanile dell’Annunziata. Le difficoltà
furono accresciute da talune inadempienze della ditta appaltatrice
(l’impresa Cucco di Compiglia Cervo, in provincia di Vercelli),
prima fra tutte la mancata consegna nei dovuti termini, dei lavori,
che, iniziati nel secondo semestre del 1881, avrebbero dovuto essere
esauriti nello spazio di due anni, mentre dureranno ancora per lunghi
mesi”, scrive Nicola Acocella.
La
prima parte della strada nonchè il vicolo del Carmine (nel 1882) e la
piazza vengono intestati a De Sanctis.
Dopo
la costruzione di questa importante strada interna all'abitato le
opere pubbliche subiscono un
assopimento.
La
cittadinanza lamenta la mancanza di acqua potabile, sporcizia e
trascuratezza nelle piazze. Non esiste orologio pubblico.
Si demolisce perfino un antichissimo campanile della Chiesa
Parrocchiale, "il quale da folgori se ne biasimava il crollamento
e la imposta demolizione dalle competenti autorità, onde evitare
pericoli sugli abitanti".
"Tale
letargico assopimento" si risveglia nel 1892 con la nomina a
Sindaco di Giuseppe Miele. Si realizzano indispensabili opere
pubbliche:
-
spianamento delle piazze De Sanctis, Capozzi, Largo Fiera e Libertà
con piantagioni di alberi;
-
riattazioni e copertura di scavalcafossi alle strade Incoronatella e
Camposanto;
-
riattazione della strada S. Giovanni, "fabbricato al Campanile
della Chiesa Annunziata, sterro a ridosso della Chiesa Parrocchiale
con riattazione del muro di parapetto e concorso alla nuova scalinata
di detta parrocchia";
-
ampliamento della fontana S. Martino,"con muri di garentia";
-
impianto di un pubblico orologio e creazione della torre per
sostenerlo;
-
riattazione del Campanile della Chiesa Parrocchiale;
-
concorso per la costruzione della strada consortile di accesso alla
stazione ferroviaria.
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