ANDRETTA E L’EOLICO ……La nostra
FONTAMARA…
Nei primi giorni di Dicembre 2007 si è svolta, nel Centro di
Comunità Don Bosco di Andretta, una pubblica assemblea con
all’ordine del giorno due temi di grande importanza e
attualità:
·
La questione rifiuti
·
Gli impianti eolici.
Ognuna di queste problematiche, vista la loro complessità,
avrebbe richiesto una serie di incontri, per permettere alla
popolazione di avviare un dibattito serio sui vari aspetti che
le caratterizzano; forse la scelta di presentarle e discuterle
entrambe in un’unica serata ( circa due ore ) faceva già
capire chiaramente i reali obiettivi e limiti
dell’assemblea. Il presente articolo tratta esclusivamente
degli impianti eolici, sia perché è l’argomento che conosco
meglio sia perché il verificarsi di alcuni fatti negli ultimi
mesi, impone, con una certa urgenza, a tutti gli andrettesi di
fare delle scelte che altrimenti altri faranno, o hanno già
fatto. In apertura dell’assemblea, l’esposizione dei fatti da
parte del Sindaco, è stata molto chiara ed esauriente nella
sua drammaticità. E’ emerso che, grazie alle ultime leggi in
materia di energia, la Regione Campania scavalca i Comuni in
materia di autorizzazioni per le realizzazioni di parchi
eolici. In conseguenza a ciò è risultato che 4 o 5 aziende
hanno già avviato l’iter per la richiesta delle autorizzazioni
necessarie per poter dislocare sul territorio di Andretta,
complessivamente, circa 60 (sessanta) tralicci; per fortuna ai
Comuni è stato riservato, forse grazie all’azione di qualche
consigliere onesto del consiglio regionale, il potere di
opporsi alle scelte fatte a monte e poter decidere il destino
della propria terra. Le azioni possibili da parte delle
Amministrazioni Comunali sono due:
-
Delimitare una zona del proprio territorio dove consentire
gli insediamenti eolici e preservare la parte restante per
destinarla ad usi diversi.
-
Avviare un progetto ( di un parco eolico ) nel quale il
Comune risulti promotore di una società municipalizzata in
cui le quote di maggioranza siano riservate all’ente
pubblico e le quote restanti siano a disposizione dei
cittadini che vogliano partecipare all’impresa.
Con la prima soluzione si ottiene solo l’effetto di salvare
quel poco di territorio che ancora non è stato occupato dagli
insediamenti già realizzati, mentre non si riesce a
contrastare minimamente l’attuazione dei prossimi,
specialmente quelli la cui approvazione è già ad una fase
avanzata.
La seconda soluzione permette di agire con più incisività ed
efficacia, infatti, la costituzione di una municipalizzata
immediatamente blocca e scavalca tutti i progetti presenti nel
proprio Comune, che ancora non hanno ricevuto l’approvazione
definitiva .
Con queste premesse, illustrate dal Sindaco, la conclusione
logica era una sola: avviare immediatamente la consultazione
popolare per verificare la possibilità di costituire una
municipalizzata. Sono trascorsi tre mesi, molto preziosi,
senza che sia stato fatto niente, non se ne parla più, la
politica in voga in questo momento è quella dello struzzo,
nascondere la testa sotto la sabbia, con la speranza che il
problema sia risolto da altri, in altre sedi. Tra i cittadini,
se qualcuno ne parla, lo fa come quattro anni fa, opponendosi
all’eolico per motivi che hanno scarsa validità: le radiazioni
del campo magnetico, lo scarso valore economico dell’attività,
la paura che le società proprietarie abbandonino gli impianti
senza la bonifica dell’area, ecc. Per tranquillizzare chi è
turbato da quest’ultimo motivo vorrei far conoscere che la
ditta Fri-El Green Power , grazie all’impianto di Andretta e a
quello di Montemurro in Basilicata, nel mese di novembre 2007,
aveva avviato la procedura per la quotazione in Borsa, poi
sospesa non per questioni sue interne ma solo per il momento
poco favorevole dei Mercati Finanziari, a causa dei mutui
sub-prime americani. Morale: dovremo cercare noi il modo per
mandarle via perché di propria iniziativa queste aziende non
lo faranno mai per non rinunciare a queste galline dalle uova
d’oro.
Impegnati a cercare validi motivi d’opposizione, i fautori del
“ no sempre e in ogni caso “ spesso trascurano di considerare
l’ineludibilità del fenomeno (come spiegato all’inizio
dell’articolo) e l’enorme potenza economica che tale attività
potrebbe rappresentare per la popolazione di Andretta, se
fosse svolta direttamente, invece di permettere a poche ditte
esterne di farlo, accontentandosi di qualche centesimo in
percentuale sugli utili. Una simile iniziativa procurerebbe un
impiego stabile a 10/15 persone (tra amministrazione e
manutenzione) distribuirebbe il 50% degli utili tra i soci
(10 pale da 2 megawatt ognuna producono utili complessivi
annuali pari a circa € 6.000.000), rappresenterebbe un volano
di forza inimmaginabile, capace di promuovere e attuare
tantissime iniziative coinvolgendo altre persone. Volendo
sognare un pò ( alcuni progetti possono partire solo con un
po’ d’immaginazione ) si potrebbe alzare il tiro e nell’atto
costitutivo della società inserire alcuni requisiti che
caratterizzino la nuova impresa come una ESCO.
Le ESCO, o
società di servizi energetici, sono soggetti specializzati
nell'effettuare interventi nel settore dell'efficienza
energetica, sollevando in genere il cliente dal rischio
tecnologico e dalla necessità di reperire risorse finanziarie
per la realizzazione dei progetti, in quanto gestiscono sia la
progettazione/costruzione, sia la manutenzione per la durata
del contratto (compresa usualmente fra i cinque ed i dieci
anni). Considerando l’enorme richiesta che si sta formando in
Italia, in materia d’efficienza e risparmio energetico,
potremmo ben affermare che il progetto che ho appena descritto
in modo sommario,potrebbe avere come mercato di riferimento la
Campania e le regioni confinanti.
Questa potrebbe essere la vera e unica possibilità per
bloccare ed invertire quel lento processo d’emigrazione,
isolamento, impoverimento che da circa trent’anni sembra
essere il destino inevitabile della nostra comunità.
Trascurata quest’occasione non resta altro che aspettare, come
ho già detto nella riunione, in modo provocatorio, l’arrivo
della prossima scossa di terremoto.
Io credo che tutto ciò interessi molto molto molto poco
all’attuale amministrazione, ( la precedente non è stata
diversa ) lo scopo vero della riunione-farsa di
Dicembre non era quello di informare e risolvere il problema
nell’interesse di tutta la comunità, bensì quello di fare un
po’ di chiasso, di ammuina, far credere che la
questione stava a cuore, dimostrare che se ne parlava, se ne
discuteva ( per confermare la posizione sbagliata di
condanna dell’eolico, assunta in campagna elettorale ),
contemporaneamente far calmare le acque e permettere, ( forse
per qualche promessa fatta sempre in campagna elettorale ) a
chi ancora non aveva completato tutte le procedure, di avere
le autorizzazioni finali che avrebbero annullato qualsiasi
azione intrapresa per contrasto. Molto indicativa, nel corso
della riunione, quando si parlava delle possibili azioni da
mettere in atto, è stata l’espressione del Sindaco, affermata
più volte, di non desiderare, assolutamente, l’Amministrazione
coinvolta in un’attività economica, come se questo fosse un
ruolo non consono o potesse danneggiare qualcuno.
Per completezza d’informazione bisogna aggiungere che l’eolico
si avvale di una tecnologia ormai matura che permette, se
sfruttata, di raggiungere utili considerevoli; il costo
dell’impianto è ripagato in soli tre anni, ha costi di
manutenzione molto bassi e contenute spese di gestione.
Vorrei ricordare molto velocemente i tanti vantaggi che
deriverebbero dalla costituzione di una società mista (
pubblico-privata ):
-
Tutti gli utili sarebbero ripartiti tra i soci privati, gli
impiegati dell’amministrazione ed i collaboratori addetti
alla manutenzione sarebbero scelti tra i residenti del
posto.
-
Sarebbe più facile conservare l’integrità del territorio
decidendo la zona dove insediare l’impianto, senza attuare
un’occupazione selvaggia.
-
Si potrebbero salvaguardare i diritti di tutti i proprietari
confinanti con le particelle che ospitano i tralicci,
offrendo loro, a compensazione del danno subito, la
possibilità di acquistare quote della società con
agevolazioni particolari.
In chiusura di quest’articolo voglio aggiungere una
considerazione: la mia posizione è chiaramente a favore
dell’eolico, sono tuttavia fermamente contrario alla presenza
di ditte, sia esterne sia interne, composte solo da due-tre
persone, che sfruttino il nostro territorio; non dico questo
perché contrario alla libera iniziativa privata, anzi, e
questo articolo lo dimostra senza possibilità di smentita,
però dare una concessione per un parco eolico non è come dare
la licenza edilizia per la costruzione di un capannone.
Significa, nell’ipotesi più felice, vincolare un territorio
per 2 o 3 generazioni, ricevendo in cambio una miseria.
Personalmente non ritengo giusto permettere un’attività che
danneggia la quasi totalità della popolazione e avvantaggia
solo pochi, anzi pochissimi.
Queste due pagine di considerazioni sono rivolte ad Andretta e
a tutti i paesi vicini che hanno problemi simili; vogliono
essere un invito a chi concorda sull’argomento, un invito a
sentirci, ad incontrarci, a contarci, a mettere insieme
iniziative per sensibilizzare i cittadini e bloccare questa
colonizzazione selvaggia.
Michele D’Onghia
mido59@inwind.it