ALLE AUTORITA’ CIVILI E RELIGIOSE: ai
sindaci di Andretta, Bisaccia, Calitri, Cairano, Guardia dei
Lombardi, Vallata; al vescovo e a tutti i responsabile delle
altre confessioni; al Presidente della C.M.A.I.; al presidente
della provincia di Avellino e ai Governatori delle Regioni
Campania e Puglia.
Il
FORMICOSO, terra vergine, curata ed incontaminata da sempre, è
presa in ostaggio da una legge odiosa, invalida e invalidante,
che la vuole destinare a ricettacolo di ogni tipo di rifiuto:
urbano, industriale, di tipo “tal quale” e “speciale”,
sicuramente velenoso e pericoloso al massimo e per sempre.
Tali
rifiuti, possibili di riutilizzo, sono invece destinati agli
inceneritori, meglio definibili fonderie (complicati
congegni ormai superati nelle società civili, del tutto
obsoleti ma sempre tanto cari alla Confindustria e tanto
sponsorizzati dalla intraprendente sua Presidentessa) che li
trasformeranno in gas e polveri sottili, più facilmente e
velocemente depositabili nei polmoni di chiunque respiri,
concentrandone la pericolosità e la facile predisposizione a
gravissime, incontrollabili ed incurabili malattie.
Ma
consideriamo anche:
-
mettere le discariche in montagna, come già fatto ad Ariano
Irpino e Savignano e come si vorrebbe fare sul FORMICOSO,
significa avvelenare - con certezza - l’acqua a valle,
-
l’Irpinia è il serbatoio idrico per Puglia e Campania
attraverso i suoi acquedotti ,
-
un importante e costoso impianto di potabilizzazione è in
costruzione sul Lago di Conza della Campania,
-
a pochi chilometri dal Lago, in alto, c’è il FORMICOSO.
Praticamente si vuol mettere la spazzatura sopra il lago da
potabilizzare e, ironia della sorte, il tutto a spese
dell’onesto cittadino contribuente!
Chi abita
in pianura, a Napoli, da un lato e Bari dall’altro, sei
milioni di persone, deve sapere e capire quanto è prezioso ed
essenziale la pulizia dell’Alta Irpinia e l’equilibrio
ecologico.
Tale legge
scellerata risulta perversa e va immediatamente abolita,
perché contro natura e antipopolare e pertanto i
sottoscritti chiedono alle autorità in epigrafe, di
scongiurarla ed avversarla, trasferendo sul FORMICOSO tutti i
riti religiosi e civili praticati dalle popolazioni
interessate, a partire dalle umili processioni e dalle
costosissime e sfarzose estati paesane e per far si che il
territorio destinato a discarica venga riscattato,
ripristinandone la sua originaria destinazione.
BISACCIA
luglio 2009 Ninomario Scotece
Antonio Michele Solazzo
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