Andretta - Intervento del Prof. Antonio Di Paola

6 maggio 2009  

Insegno presso la scuola media di Rocca di Papa dal 1998; ormai, sono quasi undici anni e   mi sento legato a  questa scuola e a questo paese. Vorrei che il nostro Istituto  diventasse un modello educativo ambìto da tutti. Per raggiungere questo obiettivo è importante la collaborazione, il lavoro e la dedizione  di ognuno di noi. Però, come sappiamo, la serietà e la buona volontà dei docenti   va  a scontrarsi con una drammatica  politica di  tagli che viene praticata da decenni da tutti i governi, di centrodestra e di centrosinistra, annullando i buoni propositi, mortificando e umiliando la scuola pubblica.

Il governo in carica intende approvare la proposta di legge Aprea che si prefigge di privatizzare il sapere. Nonostante l’autonomia scolastica, voluta dall’amico Berlinguer, e i presidi-manager, vige la sovranità del Collegio dei Docenti, del Consiglio di Classe e del Consiglio di Istituto, ragion per cui il potere del Dirigente Scolastico è ancora molto limitato. Per ovviare a ciò, l’esecutivo Berlusconi, anche con la complicità di molti uomini che si ritengono di sinistra, ha intenzione di: esautorare gli Organi Collegiali e istituire un Consiglio di Amministrazione; dare pieno potere ai manager, i quali potranno assumere e licenziare liberamente chi, come e quando vogliono; valutare gli insegnanti mediante una commissione interna nominata dal Dirigente Scolastico e assegnare loro un’etichetta di serie A, di serie B o di serie C.

La prerogativa di tutti i governi (di qualsiasi colore politico)  è stata sempre quella di tagliare risorse alla scuola pubblica e  aumentare i finanziamenti alle scuole private.

L’ultima Finanziaria del governo Berlusconi, per imposizione del Ministro del Tesoro Tremonti, quello della finanza “creativa”, ha sottratto otto miliardi di Euro alla Scuola Pubblica, alla Ricerca e all’Università. Questo “delitto” lo si giustifica con il fatto che ci sono troppi sprechi e buchi di bilancio da coprire.

Tutto ciò avrà una pesante ricaduta sulla scuola italiana e sancirà la fine dei moduli nella scuola elementare.

Sulla sanità e sulla scuola, settori basilari di una società civile,  in Italia si abbatte costantemente e inesorabilmente la mannaia per recuperare Euro che servirebbero a coprire il deficit dello Stato.

La verità è che le risorse economiche vengono spese male e regalate ai soliti furbetti del quartierino,  agli amici e agli amici degli amici, a prescindere  dalla fedina penale e dall’avere amministrato in maniera efficiente o meno le aziende che dirigono.

Tanto per restare in tema, mi preme ricordare, o informare chi non lo sapesse, che il giorno dopo il terremoto che ha colpito l’Aquila il governo Berlusconi ha concluso un iter, iniziato dal Governo D’Alema, per acquistare ben 131 F-35, cioè aerei che servono per attaccare e fare la guerra a nazioni che si trovano a diverse migliaia di chilometri di distanza  dall’Italia, per una modica spesa di quindici miliardi di Euro. Chiaramente tutti gli schieramenti politici, di maggioranza e di opposizione, hanno votato a favore.

Con queste risorse non solo si sarebbero potuti evitare i tagli alla scuola pubblica, ma addirittura si sarebbero potuti realizzare ulteriori e massicci investimenti.

Abbiamo una Costituzione che, secondo me, è una delle migliori al mondo però solo sulla carta perché   spesso viene violata. Se la volessimo rispettare non dovremmo fare la guerra, ma le missioni militari all’estero vengono propagandate come missioni umanitarie o di  peace-keeping (mantenimento della pace). Pochi giorni  fa in Afghanistan è stata uccisa una bambina dai militari italiani: come si fa a spiegare ai suoi genitori che non  c’è stata alcuna azione di guerra? 

Quanti Euro potremmo risparmiare se solo rinunciassimo a tutte le “nostre operazioni militari?”

La Costituzione riconosce il ruolo e l’importanza delle scuole private, ma non prevede oneri a carico dello Stato. Anche in questo caso, calpestando la legge fondamentale, vengono finanziate le scuole non statali perché offrirebbero un servizio pubblico.

Quanti Euro si potrebbero recuperare con una seria ed efficace lotta all’evasione fiscale?

In Italia si riesce a recuperare solo una cifra irrisoria dell’evasione accertata.

Quanti Euro si potrebbero racimolare limitando drasticamente il tetto degli stipendi  dei numerosissimi amministratori delegati? Molti di essi, pur  facendo fallire società importanti, vanno via   ricevendo compensi milionari e promozioni indegne.

Quanti Euro si potrebbero raggranellare impedendo, con qualche apposita e incisiva legge, a molte società e  aziende di depositare comodamente i loro introiti   nei tanti paradisi fiscali sparsi per il mondo?

Sicuramente parecchie decine di miliardi di Euro!

In Italia se  dai un Euro di aumento a un operaio, a un pensionato, a un insegnante o a un impiegato, ti dicono che si tratta di assistenzialismo; se, invece, regali miliardi di Euro alle banche, alle multinazionali, alla CAI (della cui cordata fanno parte anche uomini diventati famosi ai tempi di “Tangentopoli”), ecc., ti dicono che si tratta di progresso, di sviluppo e di modernità.

Tutto questo discorso è importante per capire che se proprio c’era bisogno di battere cassa, potevano evitare di dissanguare la scuola pubblica che ormai non ha più nemmeno i soldi per  il gesso e per le fotocopie.

La ricaduta più grave si avrà sugli organici. In tre anni si perderanno circa 140.000 posti di lavoro.

Un fatto molto grave, non solo per le persone che resteranno disoccupate, ma anche  per le scuole stesse che saranno costrette a portare avanti il processo formativo tra enormi disagi, con un notevole aumento del carico di lavoro di ogni insegnante e con un numero molto più elevato di alunni per ciascuna classe, mettendo a repentaglio anche la loro sicurezza perché ognuno di essi non avrà a disposizione uno spazio pari a 1,80 m², così come  previsto dalla normativa vigente.

Si avranno classi con circa trenta alunni a prescindere dalla presenza dei soggetti diversamente abili.

La sicurezza vale soltanto in altri campi!

Dopo la richiesta dell’organico fatta dal nostro Istituto scolastico sono arrivate le prime risposte.

Alle elementari si perderanno quasi un paio di cattedre. Per quanto riguarda la scuola materna e la scuola media non ci sono ancora dati ufficiali, ma sicuramente si perderanno diverse cattedre.

Infatti, il piano Gelmini prevede per la scuola media di primo grado la revisione e il ridimensionamento del tempo prolungato e il completamento a 18 ore di tutte le cattedre.

Ormai la Finanziaria è stata approvata  e Gelmini non può fare altro che attenersi al diktat di Tremonti.

Ci saremmo dovuti muovere con decisione e in massa da molto tempo, utilizzando  tutti i mezzi democratici e civili, come per es.  lo sciopero, per contrastare questi intenti diabolici.

Io personalmente ho cercato di fare sempre la mia parte, anche perché milito in un sindacato di base che ha sempre osteggiato la politica dei tagli indiscriminati nei confronti della scuola pubblica.

Ho aderito a tutti gli scioperi indetti dalle organizzazioni sindacali di base.

Ora è il momento di agire in maniera unita e compatta!

Intanto, abbiamo costituito un comitato formato da un docente per ogni plesso, dai rappresentanti dei genitori e dall’assessore alle politiche sociali del Comune.

Non so cosa si possa fare, ma sicuramente non bisogna lasciare niente di intentato per cercare di limitare i danni e far sì che i tagli siano ridotti al minimo.

Alcuni Dirigenti Scolastici hanno portato la loro protesta fino a Trastevere incatenandosi.

Propongo di organizzare una manifestazione pacifica e partecipata sotto il Ministero o sotto il CSA  con tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola di Rocca di Papa e di designare una delegazione che possa essere ricevuta da qualche persona che conta.

Mi auguro che questo comitato resista a lungo al fine di farsi carico  dei problemi   che riguardano il nostro Istituto Comprensivo, di affrontarli e magari risolverli col contributo di tutti.

Per ottenere ciò è importante che esso cammini autonomamente, così come è nato, senza coinvolgere persone dell’alta gerarchia politica, per non essere strumentalizzati e per evitare di ascoltare la retorica delle loro parole che, come è ampiamente dimostrato, serve solo all’alternanza delle poltrone e non all’alternanza dei contenuti.

E’ importante avere sempre un senso critico e cercare l’informazione alternativa, per non essere fagocitati dalla disinformazione e/o dalla non informazione che ci condurrebbero inevitabilmente all’indifferenza. Questo è il motivo per cui spesso navigo su Internet dove, se hai una forte personalità, riesci a sapere cose che i  mezzi di comunicazione “Raiset” non ti diranno mai.

Proprio qualche giorno fa l’Italia è stato declassato da Paese libero a Paese semilibero, retrocedendo al settantunesimo posto, ex-aequo con il Benin ed Israele.

Ultimamente, ho visto un video riguardante Piero Ricca (l’uomo che qualche anno fa urlò a Berlusconi di farsi processare come tutti i comuni mortali) nel quale lo stesso si rivolge agli uomini liberi e indipendenti dicendo loro che la peggiore casta è quella dell’ indifferenza e che è arrivato il momento di svegliarsi, una buona volta, per non essere costretti  sempre a subire e a stare zitti.

Voglio concludere con le stesse parole che rivolgo soprattutto agli insegnanti, cioè a quelle figure  che hanno il delicato e importantissimo ruolo di  educare e formare con spirito critico la futura classe dirigente dell’Italia. Rammento loro che è giunta l’ora di uscire dal torpore in cui sono precipitati da tempo, prima che sia notte fonda.

 

                                                                                                                             Prof. Antonio Di Paola

 

 

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